Marco O.

Orizzonte scuola pubblica una triste storia che lascia una riflessione: una docente di sostegno ricorre alla giustizia ordinaria per contestare un ordine di servizio col quale le si chiedeva di accompagnare l'alunno affidatole in bagno e in giro per la scuola ogni volta che viene fosse la necessità. Perno della difesa sono state le varie circolari ministeriali e le voci del CCNL in vigore secondo le quali questo compito aspettasse ai collaboratori scolastici. Nel frattempo la scuola, come spesso accade debole con i forti e forte con i deboli, sposta la docente ad altra classe ed altro alunno. Proprio per tale motivo il tribunale sospende il procedimento e non si pronuncia perché viene meno l'interesse giuridico del caso, rigetta la richiesta di risarcimento economico per danni morali e biologici e si chiude tutto. Domanda: se fosse stato un collaboratore il protagonista di questa storia, la scuola lo avrebbe spostato? Sarebbe finita così? In tutto questo, un insegnante di sostegno che si comporta così nei riguardi dell'alunno affidatole, è giusto che si comporti così? La risposta del tribunale avrebbe potuto chiarire questo aspetto, che forse sarà risolto con l'introduzione dell'operatore scolastico l'anno prossimo. https://noipa.net/sl/II